Alla morte del padre nel 1928, Francesco, l’unico figlio di Medardo Rosso, si trova con la pesante eredità di un numero considerevole di sculture che l’artista aveva lasciato nello studio di Parigi e in quello in Via Solferino a Milano.

Francesco era stato vicino al padre, aiutandolo anche finanziariamente e da questo momento si impegna nella conservazione e promozione dell’opera e riesce a pubblicare solo dopo cinque anni di grande fatica, presso le Edizioni del Milione quella monografia che ha costituito per molti anni il caposaldo della bibliografia e l’unico riferimento per gli studi su Rosso, fino alla pubblicazione del Catalogo Ragionato della scultura di Medardo Rosso edito da Skira nel 2009 e promosso dal Museo Rosso.

Decide anche di raccogliere a Barzio, un piccolo paese nelle prossimità del lago di Como, dove fin da piccolo era solito trascorrere le vacanze con la madre e a cui era molto legato affettivamente, le sculture, i disegni le fotografie, e ogni materiale ritrovato nei due studi dell’artista. Acquista dal parroco l’antica chiesa presso l’oratorio del paese, destinata ad essere sostituita da una nuova.

In questo edificio del 1600, con l’aiuto dell’architetto Piero Portaluppi che lo consiglia anche nella costruzione di una casa nello stesso appezzamento di terreno, fonda il Museo Medardo Rosso. Frequenta in quegli anni e stringe amicizia con artisti e galleristi. Si impegna a favore della memoria e dell’arte del padre anche con una donazione di 22 sculture alla Galleria Nazionale di Arte Moderna di Valle Giulia a Roma, dove ottiene una sala intitolata a Rosso e la presenza di Mussolini all’inaugurazione ufficiale; offre in omaggio 7 sculture alla Galleria d’Arte Moderna di Milano e riesce a fargli intitolare una strada a Milano.

Museo Medardo Rosso

Museo Privato

Via Baruffaldi, 4
23816 Barzio (Lecco)
ITALY

email: museo@medardorosso.org